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martedì 22 luglio 2014

L’allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza



L’allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza
(D.Lgs 6 febbraio 2007, n.30, art. 20 limitazioni la diritto d’ingresso e soggiorno)
Il D.Lgs 6 febbraio 2007, n.30,  più volte modificato nel corso degli anni, attua la direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione  e dei loro familiari di circolare  e soggiornare liberamente nel territorio degli Stai membri.
Si prevede l’allontanamento dello straniero comunitario dal territorio nazionale nei seguenti casi:
  • per motivi di sicurezza dello Stato (competenza del Ministero dell’Interno)
  • per motivi imperativi di pubblica sicurezza (competenza del Ministero dell’Interno)
  • altri motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza (competenza del Prefetto)
Lo stesso testo di legge definisce cosa debba intendersi per “motivi di sicurezza dello stato” e “motivi imperativi di pubblica sicurezza”.
A)In estrema sintesi, sono “motivi di sicurezza dello Stato” quelli che consentono di ricondurre l’interessato ad una delle categorie  previste dalla legge antiterrorismo n. 152/1975.
B)I “motivi di pubblica sicurezza” sono imperativi quando il cittadino dell’Unione o un suo familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, abbia tenuto comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana ovvero l’incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l’ordinaria convivenza. Vengono in considerazione i precedenti, cioè le precedenti condanne pronunciate da un Giudice italiano o straniero per gravi delitti in materia di criminalità organizzata oppure conto la vita  e l’incolumità individuale, oppure, la riconducibilità del soggetto ai casi e modi previsti per sottoporre un soggetto  a misura di prevenzione ante delictum
C) gli “altri motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza” non sono invece definiti dalla norma in esame, lasciano perciò ampia discrezionalità all’Autorità che adotta il provvedimento di allontanamento e sono perciò quelli che maggiormente possono, in astratto, giustificare degli abusi ai danni  del cittadino comunitario. Lo stesso, infatti,  rischia di essere costretto ad abbandonare il territorio italiano, alla pari di un cittadino extracomunitario. Questa particolare ipotesi merita pertanto un approfondimento che verrà effettuato a parte.
Il comma 4 pone comunque un importante limite, valido per tutte le ipotesi prese in considerazione, nel senso che si deve fare pur sempre riferimento ad un comportamento individuale dell’interessato, tale da rappresentare una minaccia concreta per l’ordine e la sicurezza. La semplice esistenza di precedenti condanne, non è ritenuta sufficiente.
I provvedimenti di allontanamento, sono impartiti in concreto e non in astratto e  debbono perciò  tenere  conto di vari fattori: durata del soggiorno, età, situazione familiare e d economica, stato di salute, integrazione sociale e culturale, legami con il Paese di origine.
Gli stessi sono inoltre adottati con atto motivato, salvo che vi ostino motivi attinenti alla sicurezza dello Stato  e devono essere tradotti in una lingua comprensibile al destinatario, oppure in inglese, francese, spagnolo o tedesco secondo le preferenze dell’interessato.
Il provvedimento di allontanamento è notificato all’interessato e riporta le modalità di impugnazione. Salvo casi in cui si stabilisce l’immediata esecuzione dell’allontanamento (quelli più gravi), si stabilisce per regola un termine per lasciare il territorio nazionale, che non può essere inferiore ad un mese dalla data della notifica, fatti salvi i casi di comprovata urgenza in cui questo termine è ridotto a 10 giorni. La durata del divieto di reingresso sul territorio nazionale, non può essere superiore a 10 anni per i motivi di sicurezza, a 5 anni negli altri casi.
Per motivi imperativi di pubblica sicurezza il provvedimento di allontanamento è immediatamente eseguito dal Questore e si applicano le disposizioni sull’espulsione di cui all’art. 13, comma 5-bis, del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.La stessa disciplina si applica per colui si trattenga oltre il termine fissato.
La legge poi, disciplina i casi e i modi in cui si può chiedere la revoca del divieto di reingresso e quali siano le conseguenze (penalmente sanzionate) per chi viola il divieto stesso.
Si può chiedere la revoca del divieto di reingresso dopo che, dall'esecuzione del provvedimento, sia decorsa almeno la metà della durata del divieto, e in ogni caso siano decorsi tre anni. Occorre dare la prova che sono mutate le circostanze che hanno determinato l’adozione dell’iniziale provvedimento: per esempio che il soggetto si è dotato di una stabile attività lavorativa, che ha altre lecite fonti di guadagno, che è stato assolto con sentenza definitiva, etc. etc. Sulla domanda l’Autorità decide entro sei mesi dalla presentazione, senza sospendere nel frattempo l’efficacia del provvedimento originario.
Il rientro nel territorio nazionale in violazione del divieto è considerato reato, punibile a seconda dei casi con una pena che va da uno a due anni oppure con la pena sostitutiva dell’allontanamento immediato, immediatamente esecutivo (cioè senza attendere la definitività della sentenza),  con divieto di reingresso da 5 a 10 anni.
La recidiva (reingresso di chi era già stato punito per avere violato il divieto) comporta l’applicazione di una pena fino a tre di reclusione, ma solo per chi aveva fruito in precedenza della pena sostitutiva.
In tutti questi casi si procede con rito direttissimo (artt.448ss. c.p.p.)
Una normativa a parte è dedicata al caso in cui il destinatario del provvedimento di allontanamento sia sottoposto a procedimento penale (art. 20 bis. D.Lgs.cit.).Si cerca di bilanciare le esigenze del diritto di difesa del singolo con quelle poste a tutela dell’ordine e della sicurezza. Le prime cedono alle seconde solo nei casi di reati più gravi.
Ai fini della convalida dei provvedimenti emessi dal questore ai sensi degli articoli 20 e 20-bis, è competente il tribunale ordinario in composizione monocratica (art. 20 ter D.Lgs.cit.).
In conclusione si può dire che questa normativa, inasprita dal punto di vista sanzionatorio nel corso degli anni, può risultare incompatibile con la normativa europea sulla libertà di circolazione dei cittadini appartenenti agli Stati membri quando non siano ben definiti i presupposti per potere ordinare l’allontanamento del territorio italiano: vedi l’ipotesi “critica” già riportata sopra alla lettera C). E su questo punto sicuramente ritorneremo.

lunedì 5 maggio 2014

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giovedì 19 dicembre 2013

DEMOCRACY, AN ABSTRACT CONCEPT. Ideas.

  •  What is Democracy?
The democracy is based on the respectfulness of  all of the state Constitution, that is the unique instrument to guarantee the: equality of all people, the independence of the powers in the state, free religion, free speeches, freedom from torture, freedom to blog...
That involves:
1.competitiveness of the political parties
2.the separation of the powers of the state, so that, no one is above the law, political leaders or officials, no matter their rank, are still NOT permitted to violate constitutional or legal limits
3.civic pluralism: the diversity of the media opinions

  • Who are the advocats of the democratic changes in all over the world?
  •  people that made sacrifices in order to participate in obtaining the simple right of voting, the first step to a democratic system:
1. Nelson Mandela (in 1994 his sacrifices and  negotiations lead to the first free and fair multi -racial election in South Africa)
2. Aung San Suu Khy ( birman politic woman, leaders of the non-violent fight for the human rights to be respected in Birmany )
3. Khaled- Saeed - the symbol of the fight for democracy in  Egypt, atrociously killed by oppressors because of blogging about the police corruption
4. Mahatma Gandhi leaded India to independence through non-violent fight. His birthday 2nd October was named to be Indian holiday and also International Day of Non-Violence

Transparency, predictability, stability in legal/political climate, due process, and enforceability/accountability are all part of rule of law. Economic justice is a social goal, but is not a requirement of a state "ruled by law."

  •  The concept of global democratization
The global democratization was named to describe the process of transition of several states to democraticy.
There are 3 waves, some say that the 4th is to come on.
The last one is called The Third wave  and began in 1974 (Carnation Revolution, Portugal) and included the historic democratic transitions in Latin America in the 1980s, Asia Pacific countries (Philippines, South Korea, and Taiwan) from 1986 to 1988, and Eastern Europe after the collapse of the Soviet Union.
1974 is the year when the Democracy Recession began.

  • Who rates the level of democracy of the state?
Freedom House scores countries in the base of the  political rights (including the electoral process and the ability of the public to participate in that process) and civil liberties (including freedom of expression, personal autonomy, and rule of law).
On the Freedom House scale:
 1 = most free,
7 = most repressive

LOGODNA IN NOUL COD CIVIL


Logodna este promisiunea solemnă reciprocă dintre două persoane de a încheia căsătoria.  Logodna nu obligă la încheierea căsătoriei, insă nerespectarea promisiunii obligă la plata despăgubirilor.
  • Condiţiile  pentru a se putea încheia logodna
In cazul logodnei, nu este necesar avizul medical şi autorizarea instanţei de tutelă, spre deosebire de căsătorie.

Dar. la fel ca si in cazul casatoriei, pentru a se putea încheia legal logodna, trebuie îndeplinite condiţiile de fond prevăzute pentru încheierea căsătoriei (art.271-277 din Noul Cod civil):
1. consimţământul să fie personal şi liber;
2. logodnicii să fie persoane de sex opus (consider că nu este o condiţie necesară, având în vedere că există state unde căsătoriile între persoane de acelasi sex se oficiază, iar locul încheierii logodnei nu are relevanţă)!

3. logodnicii să aibă vârsta de 18 ani; pentru motive temeinice, logodna se poate încheia, în condiţiile legii,  şi la 16 ani;
4. logodnicii să nu fie deja logodiţi (existenta unei logodne si incheierea alteia trădează existenta unui viciu de consimţămant, ceea ce determină anularea logodnei ).

5. logodna nu se poate încheia între rudele în linie dreaptă ori între cele în linie colaterală până la al patrulea grad inclusiv (pentru motive temeinice se poate încheia logodna şi între rudele în linie colaterală până la gradul patru)
6. este interzisă logodna între tutore şi persoana aflată sub tutela sa;
7.  nu se pot logodi persoanele cu afecţiuni mentale grave.
  •     Dovada încheierii logodnei
Starea de fapt se poate dovedi prin orice mijloc de probă. Atât încheierea logodnei, cât şi ruperea ei se dovedesc prin orice înscrisuri, martori etc şi fără a fi supuse vreunei formalităţi.
  • Efectele ruperii logodne
Logodna oricare dintre logodnici poate rupe oricând logodna, fără a putea fi constrâns să încheie căsătoria, insa cu obligarea la plata daunelor acolo unde acestea există, precum: 
- restituirea darurilor  primite în considerarea logodnei sau pe parcursul ei
- acordarea de despăgubiri, dacă ruperea logodnei s-a făcut în mod abuziv (de exemplu, intempestiv, brutal etc) sau dacă unul dintre logodnici l-a determinat pe celălalt, în mod culpabil, să rupă logodna.

Prejudiciul material priveşte exclusiv cheltuielile care au un raport direct cu proiectul căsătoriei : îmbrăcăminte, hrană etc
Prejudiciul moral există atunci când s-a adus atingere la consideraţia ori onoarea logodnicului înşelat, situaţie la aprecierea  judecătorului.
Dreptul la acţiune pentru restituirea cadourilor şi acordarea de despăgubiri se prescrie într-un an de la ruperea logodnei.
          
Nu se restituie darurile obişnuite (de exemplu darurile de sărbători, aniversări ori alte asemenea).

NOTĂ: Dispoziţiile privind logodna sunt aplicabile numai în cazul în care aceasta a fost încheiată după data intrării în vigoare a Codului civil.
Aceleasi dispozitii sunt intalnite si in codul civil italian.

martedì 17 dicembre 2013

SEPARAREA BUNURILOR IN CAZUL DIVORTULUI SAU REGIMUL MATRIMONIAL APLICABIL

In Noul Cod Civil a fost reglementata posibilitatea sotilor de a alege regimul matrimonial aplicabil:

1.regimul comunitatii legale, soţii pot împărţii toate bunurile comune sau numai o parte dintre acestea. Dacă soţii se înţeleg, împărţirea se face prin act autentic notarial, iar în caz de neînţelegere, pe cale judecătorească.

2.regimul comunitatii conventionale este o norma derogatorie de la regimul comunităţii legale, care are la baza acordul dintre parti si se refera la una dintre urmatoarele variante, potrivit noului cod civil:

- includerea în comunitate a unor bunuri proprii dobândite înainte sau după încheierea căsătoriei, (cu excepţia bunurile proprii de uz personal sau cele destinate exercitării profesiei unuia dintre soţi, dacă nu sunt elemente ale unui fond de comerţ care face parte din comunitatea de bunuri)

- restrângerea comunităţii la bunurile anume determinate în convenţia matrimonială, indiferent dacă sunt dobândite înainte sau în timpul căsătoriei;

- obligativitatea acordului ambilor soţi pentru încheierea anumitor acte de administrare; în acest caz, dacă unul dintre soţi se află în imposibilitate de a-şi exprima voinţa sau se opune în mod abuziv, celălalt soţ poate să încheie singur actul, însă numai cu încuviinţarea prealabilă a instanţei de tutelă;
 
- includerea clauzei de preciput; executarea clauzei de preciput se face în natură sau, dacă acest lucru nu este posibil, prin echivalent, din valoarea activului net al comunităţii;
- modalităţi privind lichidarea comunităţii convenţionale.

3.regimul separatiei de bunuri, fiecare dintre soti este proprietar exclusiv asupra bunurilor dobandite inainte de incheierea casatoriei, precum si a celor pe care le dobandeste in nume propriu dupa aceasta data.

Sunt bunuri comune şi urmatoarele:
- veniturile din muncă, pensii, veniturile din drepturile de proprietate intelectuală, indiferent de data dobândirii acestor drepturi, însă numai în cazul în care creanţa privind încasarea lor devine scadentă în timpul comunităţii.

Doar cu consimtamantul sotului aveti permisiunea sa:
- schimbati destinaţia bunurilor comune;
- instrainati sau grevati cu drepturi reale a bunurilor comune;
- instrainati  bunurile care decoreaza locuinta familiei
- sa efectuati modificari ce ar afecta starea locuintei (chiar dacă unul dintre soţi este proprietar exclusiv al locuinţei).

sabato 14 dicembre 2013

RELAZIONI - I ANNO DI PRATICA FORENSE, 2011




Dottoressa Cristina Giorgiana TUTU
 NOVEMBRE 2011
Indice
RELAZIONI I ANNO DI PRATICA FORENSE
Procedimenti penali e civili
1)     Causa penale n. 1 (n.r.g.n.r. …), artt. 640, 392, 614 IV comma c.p. - L’azione di riduzione in materia ereditaria.
2)     Causa penale n. 2 (n.r.g.n.r. …), artt. 81, 582, 612 c.p. - La ripartizione spese condominiali.
3)     Causa penale n. 3. (n.r.g.n.r. …)  art. 609 bis c.p. Relazione su procedimento penale a carico di imputati di reato di violenza sessuale contro minorenne.
4)     Causa penale n. 4 art. 12 comma 5 bis - D.L.286/1998 Il risarcimento dei danni subiti dalle vittime di reati violenti, Convenzione Europea 24 novembre 1983 e D.L.286/1998.
5)     Causa civile n. 1 - L’azione di riduzione in materia ereditaria.
6)     Causa civile n. 2-  La ripartizione spese condominiali.

Questioni giuridiche
1)     Questione giuridica n. 1 – La truffa contrattuale.
2)     Questione giuridica n. 2 – Il mandato d’arresto europeo.
3)     Questione giuridica n. 3 – La valutazione dei danni per lite temeraria.
4)     Questione giuridica n. 4 – La distintività dei segni del marchio.